Discarica di Casal Palocco: "Vi racconto uno scandalo da 5 milioni di euro"

Intervista a Serena Gana Cavallo, presidente del Consorzio Casal Palocco che ripercorre la vicenda della bonifica della discarica di via Niceneto. Dai costi esorbitanti di cui sono venuti a conoscenza i cittadini, alle denunce presentate, fino alla vittoria alle elezioni consortili...

martedì 14 maggio 2013 alle 14:45

Un progetto per bonificare la discarica di Casal Palocco che è arrivato a costare circa 5 milioni di euro che avrebbero dovuto pagare le 4.000 famiglie proprietarie delle ville di questa zona.

Ma gli abitanti del "quartiere verde" sapevano solo in parte che Sesto Corvini, proprietario dei terreni dove per anni venivano posti i rifiuti, aveva avviato un contenzioso giuridico contro il Consorzio di Casal Palocco sulle modalità di bonifica dell’area e sui soggetti che avrebbero dovuto eseguire i lavori.

Inoltre i consorziati non erano a conoscenza del fatto che il 22 Febbraio del 2011, lo stesso giorno in cui Corvini rinunciava all’azione legale intentata diversi anni prima, il Consorzio si era accordato con l’azienda Ecoflora 2 per bonificare l’area a un prezzo superiore rispetto a quello indicato dal Giudice di Esecuzione qualche mese prima.

In seguito a questi eventi che risalgono al 2011 ci sono state una serie di denunce contro Fabrizio Testa, presidente del Consorzio Casal Palocco per truffa e reato ambientale.

Serena Gana Cavallo, subentrata a Fabrizio Franco Testa nelle ultime elezioni consortili che si sono tenute il 30 novembre del 2012, espone le tappe che hanno visto il suo comitato di quartiere opporsi al discusso progetto di bonifica della discarica.


- Può ripercorrere le tappe della vicenda della discarica di Casal Palocco?

“La questione della  discarica di via Niceneto risale addirittura agli anni Novanta. Nel 1994 era stata giudicata abusiva e messa sotto sequestro fino al 1998. Successivamente il signor Corvini, che ha rilevato il terreno dove essa è posta dalla Società Generale Immobiliare ha intentato una causa, vinta nel 2003 e confermata nel 2007 in appello, contro il Consorzio di Casal Palocco per  la bonifica dell’area.

"Dopo la vittoria della causa Corvini si era rivolto al Giudice di Esecuzione, il quale ha fatto compiere alcuni accertamenti dal Consulente Tecnico d’Ufficio per predisporre le modalità con cui bisognava eseguire la bonifica e quantificare i costi dei lavori.

"Durante queste indagini era stato  rilevato che il terreno della discarica era contaminato, ma di questo fatto non è mai stata data comunicazione all’ARPA, come invece stabilito dalla legge.

"Dopo gli accertamenti il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal tribunale aveva redatto un documento alla fine del 2010 che individuava alcune ditte qualificate che potevano eseguire i lavori di bonifica “a misura”, con un costo minore rispetto a quello prospettato dall’azienda Ecoflora 2 indicata dal Consorzio Casal Palocco.

"Il 22 Febbraio 2011 però Corvini rinuncia all’azione legale contro il Consorzio, che lo stesso giorno firma un contratto di bonifica della discarica,  compiuta secondo una procedura detta “a corpo” con  l’azienda Ecoflora 2 per un costo di circa 5 milioni di euro, molto superiore a quello preventivato dal Consulente Tecnico d’ Ufficio".

- Quanto sapevano i cittadini di Casal Palocco della vicenda?

"Di questi fatti i consorziati sono stati informati solo parte e sempre a cose fatte. Nel 2011 dopo un primo incontro con Fabrizio Franco Testa avvenuto il 25 Febbraio, siamo venuti a conoscenza di molte cose sulla vicenda giudiziaria della discarica che non sapevamo tramite l’accesso agli atti del Consorzio e abbiamo segnalato all’ARPA che il terreno della discarica era contaminato.

"In seguito c’è stata da parte di molti consorziati un’azione di opposizione al progetto e il bilancio preventivo del 2011 che avrebbe dovuto addebitare i costi di bonifica della discarica alle famiglie di Casal Palocco è stato bocciato.

"Infine dopo che a luglio ho scritto nuovamente all’Arpa sulla questione, questa ha effettuato un sopralluogo nel terreno della discarica e ad agosto ha sporto denuncia contro Fabrizio Franco Testa per reato ambientale, seguita da quella presentata il primo settembre dal Comitato di Quartiere Palocco per truffa e reato ambientale.

Questi fatti hanno influito sulle successive elezioni consortili che si sono tenute il 30 novembre 2012 nelle quali ha prevalso la mia lista”.

- Con quale programma avete vinto le elezioni consortili?

 “Il programma della nostra lista prevedeva oltre a una soluzione a norma di legge sulla questione della discarica, una gestione basata sulla trasparenza, la riduzione dei costi del Consorzio e la partecipazione dei consorziati ai processi amministrativi. Abbiamo proposto anche la modifica dello statuto per porre un limite alla durata dei mandati degli amministratori e favorire la partecipazione.

"Inoltre tra i vari punti del nostro programma c’è anche il rispetto delle norme antimafia  e di trasparenza per gli appalti come avviene per gli enti pubblici”.

- Quali sono state le vostre azioni nei primi mesi di mandato?

“Abbiamo verificato tutti gli appalti in essere e ne abbiamo disdetti otto, la maggior parte dei quali relativi a servizi di carattere ambientale come la gestione del depuratore o la disinfestazione, per una serie di irregolarità amministrative e il bilancio di previsione del 2013 è stato portato in linea con l'ultimo approvato del 2010”.

- Quali sono i vostri progetti per il futuro?

“Vogliamo che sia istituito il Consorzio Stradale di Diritto Pubblico Casal Palocco, che ritengo essere lo status giuridico giusto per "il quartiere verde", e perciò ho già fatto nel 2012 un esposto al Prefetto di Roma per dare una soluzione a questo problema”.

di Marco Orlando 

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