Da Acilia parte la denuncia per due venditori di presunti farmaci "anti tumore"

Dalla segnalazione di una donna del X Municipio (ex XIII) è partita un'indagine che ha portato i Carabinieri all'arresto di una coppia che produceva e vendeva via internet dei composti spacciati per medicinali anti cancro

lunedì 20 maggio 2013 alle 09:38

E’ stata la segnalazione di una donna di Acilia che ha messo i Carabinieri sulle tracce di una coppia che vendeva presunti farmaci anticancro. La donna ha infatti denunciato alla forze dell’ordine che dalle parti di Acilia c’era un grande smercio di integratori alimentari. Una denuncia era stata confermata dai titolari di alcuni centri che vendono prodotti naturali all’ingrosso. Effettivamente dalle parti del centro del X Municipio (ex XIII) arrivava la maggior parte delle ordinazioni. 

Marito e moglie, lui cuoco in una scuola del Comune, lei disoccupata, confezionavano farmaci naturali alimentari che, secondo loro, potevano curare qualsiasi malattia, anche il tumore.

Scoperti dai Carabinieri del Nas sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione medica. «Avevo bisogno di arrotondare lo stipendio - ha detto il cuoco agli inquirenti - per questo vendevo gli integratori, tanto sono sostanze naturali che male di sicuro non fanno». I rimedi preparati dal cuoco e dalla moglie sono stati sequestrati e verranno analizzati, gli esperti non escludono che un dosaggio sbagliato possa essere nocivo. 

Da tempo i carabinieri del nucleo antisofisticazione, guidato dal capitano Marco Datti, controllavano i siti internet sulle vendite di vari prodotti. Gli investigatori avevano notato che il sito “naturafabene” presentava una vasta gamma di prodotti a base di erbe e di integratori alimentari validi per diverse patologie. La pubblicità diceva che ognuno di questi farmaci preveniva, e in alcuni casi curava, tumori, depressione e dolori alle ossa.

Venerdi 17 maggio fa i carabinieri hanno fatto irruzione nel piccolo appartamento della coppia, una stanza era adibita a magazzino e c’erano centinaia di confezioni di farmaci naturali per un valore di 200.000 euro. Miscelando piante officinali, metalli in soluzione, preparati naturali vari, anche scaduti da alcuni anni, marito e moglie ottenevano dei composti che, confezionati in vari formati, venivano distribuiti per posta. 

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