Astensionismo elettorale nel X Municipio,
il fallimento della democrazia

Il partito del non-voto è l'unico vero vincitore. La rappresentazione democratica subisce un duro colpo

sabato 1 giugno 2013 alle 11:08

di Cagliostro

Una tornata elettorale quella del X municipio (ex XIII) che ha dato diverse chiavi di lettura. Una in particolar modo la più significativa: il partito degli astensionisti che ha superato la percentuale del 50%. Ciò testimonia una caduta della rappresentanza politica dei partiti senza precedenti. E’ sufficiente considerare che i voti ottenuti dalle coalizioni (e dai candidati), in realtà rappresentano solo una piccola parte di quel consenso che invece, si sarebbe potuto esprimere se la percentuale dei non votanti non fosse stata così alta. Di conseguenza, con questi numeri, si ottiene una maggioranza assoluta in evidente violazione del principio di “sovranità popolare”.


Quale democrazia quindi? Un sistema politico fallimentare che oggi si fa beffe del principio democratico, un sistema dove non governa una vera maggioranza bensì, al contrario, un regime egemonizzato da minoranze a loro volta “guidate” da una ristretta cerchia di personaggi. Nel nostro Municipio c’è stato un crollo evidente dell’espressione delle preferenze ai singoli candidati, che mette in evidenza come gli elettori abbiano voluto punire gli aspiranti consiglieri per punire in realtà i partiti, rei di aver eliminato per le elezioni di Camera e Senato le preferenze e quindi la possibilità per loro di scegliere i rappresentanti. I cittadini hanno voluto dare un forte segnale di disaffetto alla politica proprio perché i partiti si sono barricati all’interno di progetti fumosi, di parole drogate e di vaghi riferimenti ideologizzati, volti solo ad assecondare aspettative personali e promettendo cose che non possono essere mantenute. 


Con ciò assistiamo al declino non solo della rappresentanza politica ma anche della partecipazione popolare, e quindi come precedentemente sottolineato, alla definitiva caduta del sistema democratico. Non possiamo quindi rassegnarci al fallimento del nostro Municipio, rinunciando ad anni di storia e di valori su cui si fonda l’etica di questo territorio. Non ci sono alternative, i cittadini del X Municipio (ex XIII) deveno avere uno scatto d’orgoglio e far valere le proprie ragioni nelle cabine elettorali, senza però sfociare in banali consensi spinti dalla protesta fine a se stessa. 


Possiamo e dobbiamo recuperare la dignità di cittadino e decidere di non esaurire la vita nel chiuso degli egoismi personali. Questa seconda strada è molto difficile perché ci impone di uscire dalle dichiarazioni di principio e dalle prese di posizioni formali e ideologiche per passare alla realizzazione di programmi che nel concreto indichino i modi e i mezzi per risolvere i problemi di questo quadrante cosi importante di Roma. 

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