Stadio Roma: accordo raggiunto ma la strada è ancora impervia

La riduzione delle cubature accontenta la base dei 5 Stelle ma rende probabile il dover ricominciare tutto daccapo l'iter burocratico. E in questo modo salteranno tante opere di compensazione di pubblica utilità previste nel progetto iniziale. Sempre che la base dei pentastellati non torni a farsi sentire...

sabato 25 febbraio 2017 alle 11:55

Bene ora tutti euforici per l’accordo raggiunto. Ma in realtà sul tavolo ci sono tanti nodi da sciogliere ovvero che fine faranno negozi, servizi, palazzi e ponti Tutti i nodi ancora da sciogliere

Basta entrare nei dettagli della trattativa per comprendere che su molti punti del capitolato bisognerà ancora discutere. La partita politica e tecnica è ben lungi dal concludersi. La necessità di mostrare che il risultato è stato raggiunto costringendo i “palazzinari” a cedere soprattutto sulla parte legata all'impatto ambientale, certamente ha pesato sulla scelta di annunciare il patto siglato.

 

Oltre al taglio della cubatura, sono state inserite una serie di clausole legate alla realizzazione delle opere pubbliche e alla costruzione dei negozi che cambiano in maniera pesante il progetto allegato alla delibera firmata dall’ex sindaco Marino. Dunque bisognerà preparare una nuova delibera, ottenerne l'approvazione e soprattutto riconvocare la Conferenza dei Servizi per le autorizzazioni.

 

Sperando che nel frattempo all’interno del Movimento 5 Stelle non ci siano altre fibrillazioni. Basti pensare a quello che poche ore prima aveva sancito il leader maximo Beppe Grillo,: «Lo stadio si farà, ma non a Tor Di Valle».

 

Per andare incontro alle richieste dei grillini i rappresentanti della Roma calcio guidati da direttore Mauro Baldissoni e il costruttore Luca Parnasi hanno accettato una riduzione del 50% delle cubature e l'eliminazione di alcune opere come un ponte sul Tevere e la cosiddetta “bretella” sulla Roma-Fiumicino.

Ma proprio su questo potrebbero sorgere intoppi. Anche perché la costruzione del nuovo stadio è legata al prolungamento di un tratto della metropolitana e su questo le incognite appaiono numerose, soprattutto tenendo conto dei ritardi nei cantieri delle linee già approvate dalle precedenti giunte.

Il cambio del progetto e l'eliminazione di alcune opere potrebbe portare alla chiusura dell'attuale Conferenza in maniera negativa ed è necessario convocarne una nuova.

 

Dunque si deve ripartire dal nuovo progetto per ottenere le autorizzazioni di tutti gli enti coinvolti. Per questo i “proponenti” chiederanno uno slittamento della Conferenza, fissata per il 3 marzo prossimo, di un mese “in modo da poter adempiere a tutte le necessità e partire subito con i lavori”.

 

Tra le nuove clausole inserite dal Campidoglio c'è quella dell'apertura di negozi. Oltre all'impianto sportivo il progetto prevede la costruzione di palazzi e un vero e proprio centro commerciale. Su questo la sindaca ha sottolineato ieri la necessità di aprire “bandi di quartiere” per la scelta del tipo di negozi da autorizzare. Una mossa che sembra andare incontro alle esigenze dei cittadini. La Raggi ha spiegato che dovranno essere gli abitanti del quartiere estrema periferia della capitale a indicare le priorità.

COMMENTI
Nome
Email
Url
Testo del Commento
LOGIN AREA
NOME UTENTE
PASSWORD
Nuovo Utente  -   Recupera la password

Videogallery
Rapporto Istat 2017: ''La crisi spazza via piccola borghesia e classe operaia''
ROMA, TERZA EDIZIONE DI VENTUREUP
Netcomm Forum 2017: Diennea-MagNews
Jobs act per gli autonomi arrivano maternità e malattia
NA:"Italia, Paese di autonomi. Sono 4,7 milioni,il 21% degli occupati"
Ignazio Corrao (M5S): 'Le piccole-medie imprese dovrebbero essere una priorità'
L'IMPORTANZA DI FACEBOOK PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
LUTTAZZI LIBERO!
Alessandro Mendini: "L'Italia è ancora il centro del mondo"
Partita iva: 4 miti da sfatare
 
Sondaggi

    Fotogallery