Lotito reclama uno stadio per la Lazio. Sogna la Tiberina ma i 5 Stelle puntano al Flaminio

Il presidente dell'Aula capitolina, De Vito, apre le porte. Il presidente della Lazio riproporrà il vecchio progetto sulla via Tiberina. Già bocciato ai tempi di Veltroni. Dall'altra parte, la prevedibile controfferta si chiama Flaminio con l'offerta di una serie di compensazioni per aumentare gli introiti

mercoledì 1 marzo 2017 alle 10:07

di Fabrizio Lodi


E ora a farsi avanti è Lotito. Anche lui reclama un impianto per il suo popolo: la Lazio vuole la sua arena dei leoni, pardon delle aquile. L'accordo tra la giunta Raggi e la Roma su Tor di Valle ha ridato slancio alla volontà biancoceleste di uno stadio tutto suo.

E l'invito del presidente dell'Aula capitolina, De Vito, è chiaro: «Lotito ci presenti un progetto e faremo le nostre valutazioni. Lo valuteremo con la stessa attenzione che abbiamo riservato alla Roma».

 

In Comune sono pronti a incontrare Lotito, due i possibili scenari: dopo il 6 marzo, giorno dell'assemblea che eleggerà il nuovo numero uno della Figc (il patron della Lazio è consigliere), o al termine dell'iter per l'impianto giallorosso. Tempi nel secondo caso più dilatati, con la conferenza dei servizi che dovrebbe concludersi non prima d'inizio aprile.

Quando le due parti si troveranno di fronte, Lotito riproporrà il vecchio progetto sulla via Tiberina. Già bocciato ai tempi di Veltroni, rimane il sogno del presidente laziale.

Dall'altra parte, la prevedibile controfferta si chiama Flaminio: la soluzione ideale per il M5S, e anche il desiderio numero uno della maggioranza dei tifosi. Anziché ristrutturarlo, la soluzione più vantaggiosa sarebbe quella di ricostruirlo (conservando la struttura di Nervi che è fra l’altro sottoposta a importanti vincoli): costi stimati, attorno ai 100 milioni di euro. Magari lo si potrebbe legare anche con dei tapis roulant al vicino Auditorium creando una liason fra sport e cultura-musica-

 

Rispetto ai terreni sulla Tiberina, il Flaminio offrirebbe però minori possibilità di introiti: si potrebbe allora inserire nel discorso il PalaTiziano (utile per la Polisportiva Lazio, la più grande d’Italia), possibili nelle vicinanze anche un hotel e un centro commerciale (o uno store club) che non vada oltre i 1.000 metri quadri. Il resto delle cubature (la Lazio si aspetta siano identiche a quelle della Roma) potrebbe essere "compensato" in altre zone dell’Urbe da recuperare, ma prevederne le modalità è al momento complicato.

 

Altre alternative sono le aree di Tor Vergata, Centrale del Latte, Montespaccato, Pietralata). Sull'argomento è intervenuto anche Giovanni Malagò, presidente del Coni: «È la società a scegliere dove fare lo stadio. Noi siamo felici che anche la Lazio possa avere il suo impianto e sosterremo il progetto. Se non è interessata al Flaminio, è una scelta da rispettare».

 

Quello che in sostanza chiede Lotito: non utilizzare il Flaminio come “stratagemma”, in una trattativa Campidoglio-Lazio.

 

Ma il Flaminio per noi di Romacapitaleditutti.net resterebbe la migliore soluzione: un impianto nelò cuore della città, dalla capienza adatta alle presenze medie del tifo laziale e collegato con altri impianti sia sportivi che dedicati alla cultura e al tempo libero in generle,

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