Rivoluzione alla cultura: sforbiciate ai finanziamenti e una nuova organizzazione

Nasce il Polo contemporaneo con il Palaexpo che gestirà il museo Macro di via Nizza e la Pelanda a Testaccio. La fondazione Musica per Roma si occuperà della Casa del Jazz e il Teatro di Roma avrà la gestione dei teatri di cintura

giovedì 2 marzo 2017 alle 16:37

“Rendere la Capitale un generatore di cultura e arte attraverso la riorganizzazione dei ruoli di quelle istituzioni che, in materia, operano da anni in città”. Lo afferma l'assessore alla Cultura e vicesindaco Luca Bergamo.

Riordinare, semplificare, rendere efficaci ed efficienti sono le parole d’ordine che riguardano molte realtà culturali partecipate dal Campidoglio a cui Bergamo ha messo mano attraverso la delibera 126, approvata dalla giunta capitolina lo scorso 27 dicembre ed esposta ieri nel dettaglio alla commissione Cultura.

Da segnalare la nascita del Polo contemporaneo con il Palaexpo chiamato a gestire il museo Macro di via Nizza e la Pelanda a Testaccio che non dovranno essere soltanto luoghi in cui “l'arte contemporanea viene intesa come strumento per leggere la storia del Paese”, ma anche officine di creatività, aperte all'amatorialità, capaci di raccontare una città che guarda al futuro. La fondazione Musica per Roma si occuperà della Casa del Jazz e il Teatro di Roma avrà la gestione dei teatri di cintura.


“Cerchiamo di far ordine - ha spiegato Bergamo - Si è creata una sovrapposizione di funzioni e obiettivi, un sistema disordinato” che di fatto non ha permesso alla Capitale di sviluppare a pieno le proprie potenzialità in ambito culturale e artistico. Per completare l'operazione, l'assessore sta anche lavorando alla rimodulazione dei contratti di servizio da licenziare entro il 31 marzo e a una variazione di Bilancio per le partecipate. «Il Palaexpo, ad esempio, perde la Casa del Jazz ma acquista il Macro ha spiegato Bergamo è quindi necessario anche riordinare i finanziamenti».

“Ci saranno un po' di risparmi su Zétema che ha un contratto molto grande e che sarà ridotto, con l'esclusione delle attività di programmazione e un ripristino di servizi essenziali, ci impegneremo a non sacrificare in alcun modo il personale interno”.

 

Invece il Teatro di Roma, acquisendo la gestione dei teatri di cintura, “avrà un contributo in più e un contratto di servizio che al momento non c'è”.

Questione Teatro Valle: “Abbiamo avviato la prima delle tre fasi previste dall'accordo di valorizzazione che durerà 180 giorni (300.000 euro d9 investimenti), contiamo di riaprirlo in parte almeno per l'estate per eventi culturali e reading”.

 

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