Il paradosso del mondo della panetteria: chiudono ma mancano gli artigiani del pane

Negli ultimi 2 anni è diminuito non solo il consumo pro-capite dei prodotti da forno, ma anche la quantità di locali. "Nel 2014 - afferma Giancarlo Giambarresi, presidente della Fiesa Assopanificatori della capitale - a Roma si contavano circa 630 panetterie, numero che oggi è sceso a 400". Eppure mancano le nuove leve: "Stiamo lavorando per avviare il primo corso di formazione per panettieri". Un'occasione per i giovani in cerca di lavoro...

martedì 14 marzo 2017 alle 16:59

Il periodo nero delle panetterie della capitale sta mettendo in ginocchio gli artigiani del settore. Negli ultimi 2 anni è diminuito non solo il consumo pro-capite dei prodotti da forno, ma anche la quantità di locali.

 

"Nel 2014 - afferma Giancarlo Giambarresi, presidente della Fiesa Assopanificatori della capitale - a Roma si contavano circa 630 panetterie, numero che oggi è sceso a 400. E prevediamo decine di chiusure nel giro di pochi mesi, sia in centro che in periferia".

 

Così per dare un nuovo slancio alle imprese, alcuni panettieri della città hanno deciso di ricostituire, all'interno della Confesercenti, un'associazione di categoria che lavori per incentivare e promuovere il consumo dei prodotti da forno romani.

 

"Negli ultimi anni - spiega Giambarresi - il mercato si è trasformato, un po' per esigenze economiche, ma anche per modifiche al regime alimentare, sempre più improntato all'eliminazione dei farinacei e dei prodotti da forno. Si mangia meno pane e il consumo pro capite, a Roma come nel resto dell'Italia, è diminuito del cinquanta per cento Se un tempo le famiglie acquistavano un chilo di rosette al giorno, oggi è già tanto se ne comprano due o tre".

Di conseguenza nahce i ristoranti hanno ridotto la spesa per filoni e panini.

 

Puntare sui prodotti della tradizione o rinnovarsi sono le uniche strade da percorrere Per incentivare i consumi, dunque, i panettieri devono. Una strada sarebbe aprire bar all'interno dei laboratori ma questo per i locali storici è complicato raggiungere i requisiti previsti dal bando

 

"Le panetterie storiche sopravvivono in periferia - spiega Giambarresi - perché hanno prezzi di listino più bassi, cifre che però spesso a fine mese fanno registrare incassi non esaltanti e che a mala pena coprono le spese per l'acquisto degli ingredienti e gli stipendi dei dipendenti ".

 

La Fiesa Assopanificatori chiederà nei prossimi giorni un incontro con l'assessore al Commercio, Adriano Meloni. "Serve una modifica del regolamento sull'apertura degli angoli-bar e lavoreremo per un marchio che certifichi i prodotti di qualità romana".

 

L'idea dei panificatori è di rilanciare il consumo della tradizionale pizza bianca con un marchio per i forni che ne rispettano le regole di produzione.

 

"Stiamo inoltre lavorando per avviare il primo corso di formazione per panettieri", annuncia il presidente Giambarresi. Mancano infatti i fornai, un mestiere che permette di guadagnare fino a 1.500 euro al mese. “Se si considera che in ogni panetteria lavorano circa sei persone tra fornai, pizzaioli e addetti alla vendita, è facile capire come si tratti di un settore dove la forza lavoro è necessaria".

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