Le associazioni sul piede di guerra: pronte a invadere il Campidoglio

Da un lato, trainate dalla Cgil si troveranno sotto Palazzo Senatorio. Dall’altro hanno messo nero su bianco il proprio appello. Sono sotto sfratto o alle prese con cartelle esattoriali a sei zeri. Si trovano a fronteggiare richieste di arretrati salatissime e molte sono sotto sfratto

venerdì 10 marzo 2017 alle 09:16

Le associazioni romane scendono sul piede di guerra e decidono di invadere il Campidoglio e scrivono al Comune a guida pentastellata. Da un lato, trainate dalla Cgil si troveranno sotto Palazzo Senatorio. Dall’altro hanno messo nero su bianco il proprio appello. Sono sotto sfratto o alle prese con cartelle esattoriali a sei zeri.

 

Si chiede alla giunta Raggi, "rimasta passiva", di uscire allo scoperto. Continua poi il braccio di ferro con la procura della Corte dei conti del Lazio: ai dirigenti comunali hanno gestito il dipartimento Patrimonio sono stati notificati 200 inviti a dedurre (sorta di avviso di garanzia) e 132 citazioni per un presunto danno erariale da capogiro.

Un numero destinato a crescere. Così come gli avvisi di sfratto che i funzionari capitolini, a loro volta terrorizzati da una possibile accusa di danno erariale, continuano a diramare. Nel calderone è finito di tutto: l'assistenza ai senza fissa dimora, ludoteche per bambini disagiati, l'insegnamento gratuito dell'italiano agli immigrati e ai richiedenti asilo.

 

Il documento presentato ieri nell'assemblea convocata all'hotel Palatino è chiaro: "L'aggressione del vice procuratore si è sviluppata con diffide ad operare sfratti, pena la citazione per danno erariale nei confronti dei dirigenti riottosi a recepire i "suggerimenti" dello stesso pm". Ce n'è anche per "una dirigenza burocratica, impaurita e priva del senso delle istituzioni", secondo le associazioni incapace di difendere chi negli immobili del Comune svolge "attività coerenti con gli interessi pubblici perseguiti dalla stessa amministrazione".

 

E’ arrivata anche una proposta di delibera per la giunta Raggi: si chiede una rivoluzione culturale, mettendo in primo piano il "valore sociale". Un concetto da definire entro quattro mesi tramite un'apposita commissione prima di dare mandato ai vigili urbani e agli ufficiali giudiziari di allontanare altre associazioni dai locali di proprietà del Campidoglio. Ad oggi al nuovo bando non potrebbe accedere chi ha debiti con il Comune o chi non riuscirà a saldarli. Insomma l'attuale panorama delle realtà socioculturali capitoline rischia di sparire.

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