E i nuovi filobus presentati dalla Giunta Raggi già si sono rotti...

I mezzi presentato a Tor Pagnotta dalla sindaca dopo un giorno sono giù ko: tra motori surriscaldati e guasti alla centralina. La linea elettrica inizia solo a Porta Pia e i filobus sono costretti a circolare come normali autobus a gasolio, ma non sono nati per quel tipo di tragitti. Così su 15 vetture, almeno 4 si sono fermate e hanno fatto rientro in deposito

martedì 28 marzo 2017 alle 16:54

I filobus inaugurati a Tor Pagnotta dalla sindaca Raggi dopo un giorno sono giù ko: tra motori surriscaldati  e guasti alla centralina. Non che si tratti di un colpo di scena: la linea elettrica inizia solo a Porta Pia e i filobus, che partono e rientrano a Tor Pagnotta, sono costretti a circolare come normali autobus a gasolio, ma non sono nati per quel tipo di tragitti. Così su 15 vetture, almeno 4 si sono fermate e hanno fatto rientro in deposito.

"Siamo sulla strada giusta - aveva detto la Raggi - vogliamo aiutare i cittadini a spostarsi con mezzi che funzionano e aiutare gli autisti ad avere migliori condizioni di guida e di lavoro".

Eppure i dipendenti Atac lo avevano detto: le vetture non sono sicure. "C'è improvvisazione operativa - scrivono i lavoratori Atac - ci auguriamo di non assistere all'ennesimo flop”. E se la il buongiorno si vede dal mattino...

 

C’è poi un altro “piccolo” problema la manutenzione dei filobus è affidata alla Breda Menarini ma il servizio dovrebbe partire solo fra un mese. In sostanza le vetture che ieri si sono rotte rimarranno ferme in deposito a Tor Pagnotta e non è chiaro se l'azienda potrà riutilizzarle, anche perché non dispone di tecnici specializzati per la riparazione di filobus di ultima generazione.

"Queste vetture fanno parte della fornitura di Bredamenarini a Roma Metropolitane - spiega Riccardo Magi, segretario nazionale dei Radicali - chiediamo alla sindaca di spiegare come è avvenuto il passaggio ad Atac e chi dovrà farsi carico della manutenzione che pure è compresa nel contratto con il costruttore ".

 

Si tratta solo di un’altra puntata della crisi di un trasporto pubblico che negli ultimi mesi ha un evidente problema di sicurezza con un numero sempre maggiore di vetture che vanno in fiamme: tre nell'ultimo mese, sei da gennaio.

D'altronde manca un programma di manutenzione, da anni l'azienda non può pagare con regolarità i fornitori e ormai i pezzi di ricambio scarseggiano, anche perché 8 vetture su 10 sono vecchie e hanno un'età media di 12 anni: da tempo le riparazioni si effettuano cannibalizzando vetture con motori che hanno percorso più di un milione di km e si surriscaldano, andando in fiamme e nei mesi estivi la situazione peggiorerà.

"È il segnale di un'azienda non più risanabile - conclude Riccardo Magi - la nostra proposta è di un referendum per mettere a gara il trasporto pubblico e coinvolgere aziende in un sano regime di concorrenza e non di monopolio".

 

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