"Bike Economy": un affare da 6 miliardi di euro solo in Italia ma che fa guadagnare anche tanta salute

Il "Primo rapporto sull’economia della bici” organizzato da Legambiente ha illustrato un settore che supera per giro d’affari l’export del nostro vino. Presenti il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Graziano del Rio, i presidenti di FIAB, Giuglietta Pagliaccio, e Legambiente, Rossella Muroni. L'esempio virtuoso di Pesaro che in pochi anni è diventata la seconda città più ciclabile d’Italia. Quello negativo di Roma con il mancato avvio del GRAB (il grande raccordo anulare delle due ruote), un progetto pronto ma che per l'inerzia della Giunta Raggi resta ancora sulla carta

venerdì 5 maggio 2017 alle 16:50

Un appuntamento per capire qual è l’economia che ruota intorno al mondo della bicicletta, il suo stato attuale, le sue potenzialità sia in termini di fatturato ma anche di salute e di ambiente.

Si tratta del “Bike Summit - Primo rapporto sull’economia della bici” svoltosi venerdì 5 maggio a Roma presso il Centro Congressi AIL, organizzato da Legambiente.

All’appuntamento erano presenti, fra gli altri, il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Graziano del Rio, i presidenti di FIAB, Giuglietta Pagliaccio, e Legambiente, Rossella Muroni. Presenti anche i rappresentanti di start up, di grandi aziende come Poste Italia e Unipol.

Da segnalare anche la presenza del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, che ha operato nella cittadina marchigiana una vera e propria rivoluzione culturale rendendola la seconda città più ciclabile d’Italia.

E a proposito di città si è segnalata per esempio l'urgenza di dare il via al progetto del GRAB (il grande raccordo anulare delle due ruote) a Roma, un progetto pronto e con fondi assegnati dal Governo ma che per l'inerzia della Giunta Raggi resta ancora solo sulla carta.

 

UN VOLUME DI AFFARI DI 6 MILIARDI DI EURO L'ANNO 

Gli spostamenti in bici generano in Italia un fatturato di oltre 6 miliardi di euro l’anno. Il settore supera per giro d’affari l’export del nostro vino. E vale il doppio della Ferrari. Il calcolo porta la firma di Legambiente: “In Italia - spiega l’autore Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane dell’associazione - la ciclabilità è ancora a livello adolescenziale, ma già così è capace di produrre effetti importanti. Se diventerà adulta, potremo fare molto di più”.

Tra produzione, vendita e riparazioni, la bicicletta fa girare ogni anno in Italia oltre un miliardo di euro. Il numero dei pezzi venduto è stabile da anni, intorno al milione e mezzo.

Ma il loro valore potrebbe crescere soprattutto grazie alla diffusione dei mezzi a pedalata assistita, che costano di più e quindi sul Pil incidono in misura maggiore.

In Italia la vendita delle e-bike non arriva al 4% del totale. In un Paese non propriamente montagnoso come l’Olanda supera il 30%. La bici elettrica consente di arruolare alla pedalata chi preferisce non faticare troppo, chi in ufficio non vuole arrivare sudato, chi magari ha una certa età. Ha aperto un mercato che prima non c’era, come tutti i prodotti davvero innovativi.

Poi c’è il capitolo cicloturismo o per meglio dire del turismo in bici. Tra hotel, ristoranti, varie ed eventuali, i viaggiatori in bici producono in Italia 2 miliardi di euro l’anno. Molto. Ma anche poco, visto che in Germania arrivano a 9 miliardi e di certo di cose da vedere nel Belpaese non ne abbiamo meno rispetto al territorio teutonico...

Inoltre abbiamo un clima più “bike friendly”, un paesaggio senza eguali, una certa tradizione a due ruote e una enogastronomia eccezionale.

Sono gli itinerari che mancano, anche se qualcosa si sta muovendo. Ed era ora. Il cicloturismo ha il grande pregio di portare i viaggiatori fuori dal classico circuito Roma-Firenze-Venezia.

Conduce i turisti dove oggi non vanno, in quelle zone di campagna e in quei borghi che rappresentano l’Italia più bella, forse più vera. Non solo produce ricchezza ma la distribuisce meglio sul territorio.

 

GRANDI BENEFICI SULLA SALUTE

In Italia un terzo degli adulti non fa abbastanza attività fisica. Al di sotto dei 13 anni arriviamo a uno spaventoso 92%. La vita sedentaria è causa di patologie gravi come l’infarto e il diabete.

L’esercizio fisico non solo è un buon antidoto. Ma è capace di combattere anche effetti collaterali come ansia e depressione. Tra diminuzione di farmaci a carico del sistema sanitario, ricoveri e altre voci, il risparmio “sanitario” generato dalle due ruote ammonta ad altri 2 miliardi di euro. Poco meno di quello che spendiamo ogni anno per i ticket. Poi c’è una seconda tranche di risparmi immateriali, che vale un altro miliardo di euro.

Dentro c’è il miglioramento della qualità dell’aria, visto che spostarsi sul sellino taglia via quasi 2 miliardi di chilometri percorsi ogni anno in auto. E ancora la riduzione dei gas serra, il contenimento del rumore e anche del consumo del suolo per la costruzione di nuove strade.

 

UN DATO SORPRENDENTE: CHI VA IN BICI SI ASSENTA MENO DAL LAVORO

Secondo uno studio del centro di ricerca olandese TNO, le persone che vanno al lavoro in bicicletta si assentano dal lavoro meno dei colleghi che usano altri mezzi: la differenza è di 1,3 giorni l’anno.

Le 750 mila persone che in Italia pedalano verso l’ufficio producono un risparmio di quasi 200 milioni di euro l’anno. Un terzo di quello che il governo ha appena messo sul piatto per non far chiudere Alitalia, tanto per rimanere nel ramo trasporti.

Un po’ di freddo (preso anche pedalando) rende il nostro corpo davvero più forte, facendo contento pure il capufficio. È per questo in Inghilterra lo Stato aiuta chi va in ufficio in bici: con il progetto “Cycle to work” il lavoratore ha uno sconto sull’acquisto del mezzo mentre la sua azienda deve pagare meno contributi. In Italia, invece, chi si presenta in ufficio in bici resta un incrocio tra lo sfigato e lo stravagante.

 

I TANTI VANTAGGI NON MISURABILI IN SOLO DENARO

Nella bike economy ci sono anche effetti non misurabili. Una bella pedalata rientra senza dubbio nella categoria. I vantaggi non misurabili coinvolgono anche chi in bicicletta non ci va. Oggi le nostre città sono pensate per chi si muove in macchina. Riportarle a luoghi per esseri umani ci farebbe guadagnare tutti.

 

COMMENTI
Nome
Email
Url
Testo del Commento
LOGIN AREA
NOME UTENTE
PASSWORD
Nuovo Utente  -   Recupera la password

Videogallery
Rapporto Istat 2017: ''La crisi spazza via piccola borghesia e classe operaia''
ROMA, TERZA EDIZIONE DI VENTUREUP
Netcomm Forum 2017: Diennea-MagNews
Jobs act per gli autonomi arrivano maternità e malattia
NA:"Italia, Paese di autonomi. Sono 4,7 milioni,il 21% degli occupati"
Ignazio Corrao (M5S): 'Le piccole-medie imprese dovrebbero essere una priorità'
L'IMPORTANZA DI FACEBOOK PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
LUTTAZZI LIBERO!
Alessandro Mendini: "L'Italia è ancora il centro del mondo"
Partita iva: 4 miti da sfatare
 
Sondaggi

    Fotogallery