Nel mese di aprile sale la produzione industriale più di quanto ci si aspettasse

Incremento della produzione industriale italiana dello 0,6% in aprile su marzo. La produzione al netto del diverso numero di giornate lavorative è avanzata in aprile dell’1,7% rispetto ad aprile del 2016; in marzo si era avuto un incremento dell'1,0% sullo stesso mese dell’anno scorso

venerdì 26 maggio 2017 alle 11:06

Il Centro Studi Confindustria rileva un incremento della produzione industriale italiana dello 0,6% in aprile su marzo, quando è stata stimata una variazione di -0,3% su febbraio.

Sulla dinamica dell’attività incide negativamente il più basso contributo del settore energetico dovuto sia al venir meno della spinta alla produzione elettrica che era stata data dal minore apporto di fonte nucleare in Francia sia, in aprile, alla chiusura dell’impianto ENI in Val d’Agri.

Nel primo trimestre 2017 l’attività è diminuita dello 0,6% sul quarto 2016, quando si era avuta una cre-scita dell’1,0% sul precedente. La variazione congiunturale acquisita per il secondo trimestre 2017 è di +0,7%.

La produzione al netto del diverso numero di giornate lavorative è avanzata in aprile dell’1,7% rispetto ad aprile del 2016; in marzo si era avuto un incremento dell'1,0% sullo stesso mese dell’anno scorso.

Gli ordini in volume hanno registrato una crescita dello 0,6% in aprile su marzo (-2,3% su aprile 2016); il mese scorso erano aumentati dello 0,4% su febbraio (+3,8% sui dodici mesi).

Gli indicatori ISTAT sulla fiducia nel manifatturiero, in graduale e significativo miglioramento da dicembre scorso, sono coerenti con un andamento positivo dell’attività nei prossimi mesi. In aprile l’indice complessivo è migliorato di 0,7 punti rispetto a marzo (a 107,9, massimo da gennaio 2008 e +5,4 punti rispetto a novembre scorso); il saldo dei giudizi sui livelli di produzione è salito a -2 (-3 il mese scorso) e quello sugli ordini totali a -4 (da -5), grazie alla componente interna della domanda; sono più favore-voli anche le attese sulla produzione a tre mesi.

Se il gap tra l’andamento di indicatori qualitativi e dinamica dei dati effettivi si chiudesse a favore di questi ultimi, l’accelerazione dell’attività nell'econ-mia italiana nel secondo trimestre di quest’anno si rivelerebbe più forte di quella attualmente prevista.

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