Bene il Job Act ma restano ancora tante cose da fare a tutela dei lavoratori autonomi

Una crescita dei redditi - dopo tre anni di flessione – emerge dall’analisi delle dichiarazioni fiscali dei professionisti relative al 2015. Un segnale importante ma il malessere dei professionisti è forte in questa fas: si va dall’abolizione del regime dei minimi per le partite Iva alla gragnuola di adempimenti fiscali per inondare l’Anagrafe tributaria di dati fino all’imposizione dello “slit payment”

giovedì 11 maggio 2017 alle 11:07

Una crescita dei redditi - dopo tre anni di flessione – emerge dall’analisi delle dichiarazioni fiscali dei professionisti relative al 2015 può essere ricompresa tra gli indicatori di un ciclo economico-finanziario che ha cambiato verso.

Certo, parte dell’attività dei professionisti è stata indirizzata, in questi anni, a processi di ristrutturazione come rimedio alla crisi, e l’opera di riorganizzazione ha avuto un riflesso sulle parcelle di alcune categorie e realtà professionali. Tuttavia, ciò che ora fa la differenza è l’aumento generalizzato dei redditi, dai notai alle professioni tecniche, che più di altre hanno risentito delle difficoltà di questi anni.

Ma il malessere dei professionisti stia riprendendo fiato. La protesta è contro la manovra che ostacola il recupero dell’Iva e che rende più tortuoso compensare in automatico debiti e crediti tributari.

Se si guarda solo agli ultimi due o tre anni colpisce il repertorio di leggi che ha acceso le proteste: si va dall’abolizione del regime dei minimi per le partite Iva alla gragnuola di adempimenti fiscali per inondare l’Anagrafe tributaria di dati fino all’imposizione dello “slit payment”.

 

In questi anni il mercato ha insegnato come occorra esplorare nuove strade, per venire incontro alle domande di imprese e consumatori e per evitare di finire marginali anche per via della tecnologia e delle procedure informatizzate, oppure di fronte alla concorrenza delle organizzazioni di servizi multinazionali e multiprofessionali.

Dopo la riforma votata sull’orlo della crisi finanziaria tra il 2011 e il 2012 - con l’apertura alla pubblicità, l’abolizione delle tariffe e l’introduzione, con l’eccezione degli avvocati, delle società professionali anche con il socio di capitale, nulla è stato fatto per verificare la bontà e le conseguenze delle misure. Lo scoppio della crisi stato per lungo tempo ignorato, a costo di arrivare con il fiato corto anche con le misure a tutela dei dipendenti dei professionisti.

 

Insomma, la costante del legislatore è una certa indifferenza, cui da ultimo ha forse posto un po’ di rimedio l'approvazione del Job Act sul lavoro autonomo, che contiene interventi a favore degli studi, dalle penalizzazioni per chi paga in ritardo le parcelle, all’accesso - a regime - ai fondi comunitari.

Eppure, anche un provvedimento in gran parte positivo rischia di perdersi nel clima di sfiducia dei professsionisti. Norme fiscali sbagliate, riforme non monitorate, incapacità nel disegnare aiuti per chi è in difficoltà rischiano di riportare indietro le lancette del dibattito.

La richiesta dell’equo compenso suona, con un cambio di lessico, come la voglia di tornare alle tariffe, con l’illusione che i valori fissati per legge possano rimediare a sperequazioni che pure caratterizzano le professioni.

Ci si dimentica forse come i valori fissi non tutelino nei confronti di chi ha un forte potere contrattuale e danneggino o non sostengano la parte debole, consumatore o professionista.

 

COMMENTI
Nome
Email
Url
Testo del Commento
LOGIN AREA
NOME UTENTE
PASSWORD
Nuovo Utente  -   Recupera la password

Videogallery
Rapporto Istat 2017: ''La crisi spazza via piccola borghesia e classe operaia''
ROMA, TERZA EDIZIONE DI VENTUREUP
Netcomm Forum 2017: Diennea-MagNews
Jobs act per gli autonomi arrivano maternità e malattia
NA:"Italia, Paese di autonomi. Sono 4,7 milioni,il 21% degli occupati"
Ignazio Corrao (M5S): 'Le piccole-medie imprese dovrebbero essere una priorità'
L'IMPORTANZA DI FACEBOOK PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
LUTTAZZI LIBERO!
Alessandro Mendini: "L'Italia è ancora il centro del mondo"
Partita iva: 4 miti da sfatare
 
Sondaggi

    Fotogallery