Job Act lavoratori autonomi: ecco nel dettaglio cosa significa lavorare più "agilmente"

Nel nuovo atto diventato legge si palra di "modalità di esecuzione del lavoro subordinato". Serve un contratto scritto tra datore di lavoro e dipendente, con indicazione del "diritto alla disconnessione". Da risolvere il tema delle coperture su infortuni

venerdì 19 maggio 2017 alle 11:43

Lavorare "agilmente" per essere più competitivi e tenere meglio assieme la vita lavorativa e privata. E' con questo intento che il Ddl sul lavoro autonomo parla di "smart working", esperienza finalmente codificata.

Il secondo capo del Jobs act degli autonomi si concentra proprio su questi aspetti, introducendo una "soft regulation" che vuole favorire l'evoluzione del lavoro subordinato senza impedire la diffusione di prestazioni "agili" qualificate come autonome". Il lavoro dipendente diventa quindi "agile: non una nuova tipologia contrattuale, ma "una modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, applicabile anche al settore pubblico".

 
Per dare il via a questo rapporto di lavoro "smart" serve un contratto scritto tra le parti, con la possibilità unilaterale di recedere: può essere a tempo determinato o indeterminato. I dipendenti potranno lavorare in parte presso i locali dell'azienda, in parte dove vorranno, ma sempre entro gli orari giornalieri e settimanali massimi. Una parte dell'accordo dovrà essere dedicata al dettagliare il "diritto alla disconnessione": dovrà esser messo nero su bianco il tempo di riposo del lavoratore, "nonché le misure (tecniche ed organizzative) necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro".

 
Alla Camera sono state rifinite alcune disposizioni: il trattamento economico dello smasrt worker non può essere inferiore a quello applicato ai lavoratori che svolgono le stesse mansioni dentro l'azienda. Il parametro di riferimento è dato dai contratti collettivi, dal livello nazionale a quello aziendale, stipulati dai sindacati maggiormente rappresentativi.

 
Restano punti caldi, che necessitano di prossime precisazioni attraverso atti interpretativi. In particolare, ha sottolineato Sacconi, tra gli strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro - per il quale si dovrebbe assumere ogni onere e costo - va precisato il servizio di posta elettronica e quelli che assicurano il buon funzionamento della rete. Da chiarire anche se e quali saranno gli strumenti di "controllo" del lavoratore, attraverso i device digitali.

Ma è sulle coperture di tipo assicurativo che si gioca la partita 
più importante, in particolare dall'occhio delle aziende: il testo prevede che siano garantite le tutele contro infortuni - anche in itinere - e malattia, ma venendo meno il legame fisso con il luogo della prestazione si aprono problemi di definizione e responsabilità oggettiva.

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