Ecco perchè l'Italia è leader anche nel settore della componentistica del mobile

Un tempo fortemente localizzata in specifici distretti, quelli di maggiore produzione di mobili e in particolare di cucine, oggi la filiera si è diffusa in modo più uniforme sul territorio, anche se resta concentrata nel Centro-Nord del Paese. l sistema dei semilavorati (che vale quasi 4,5 miliardi) è cresciuto del 2% nel 2016 e le vendite all’estero, che valgono il 52% del totale, sono aumentate dell’1,3% (dopo un balzo del 9,5% nel 2015).

mercoledì 17 maggio 2017 alle 11:12

Se è ben nota la leadership internazionale dell’Italia nell’industria dell’arredo-design, meno spesso si parla della rilevanza del made in Italy anche sul fronte della fornitura e componentistica del mobile, che comprende un ampio numero di settori produttivi: pannelli e semilavorati in legno, ferramenta per arredi, serramenti, maniglie e porte, tessuti e pelli, parquet, accessori e macchinari.

 

Le due filiere – quella “a monte” e quella “a valle” – sono ovviamente interconnesse e la prima è cresciuta e si è consolidata proprio grazie alla presenza, nel nostro Paese, di una importante industria del mobile da rifornire. 

Un tempo fortemente localizzata in specifici distretti, quelli di maggiore produzione di mobili e in particolare di cucine, oggi la filiera si è diffusa in modo più uniforme sul territorio, anche se resta concentrata nel Centro-Nord del Paese.

Non è facile elaborare dati di insieme sulla fornitura e componentistica, viste le tante e diverse categorie merceologiche che la compongono. Per quanto riguarda la filiera del legno-arredo, tuttavia, i numeri fotografano da due anni una crescita della produzione che, diversamente dal passato, è spinta sempre di più dalle esportazioni. 

Il sistema dei semilavorati (che vale quasi 4,5 miliardi) è cresciuto del 2% nel 2016 e le vendite all’estero, che valgono il 52% del totale, sono aumentate dell’1,3% (dopo un balzo del 9,5% nel 2015). L’export dei pannelli in legno (un settore che fattura 1,8 miliardi di euro) è aumentato addirittura dell’8,1% l’anno scorso. L’aspetto più interessante è che le esportazioni aumentano in modo particolare verso i Paesi avanzati, come Germania, Francia e Usa, dove la domanda è rivolta soprattutto a prodotti altamente tecnologici e sostenibili. È la dimostrazione che le aziende, per uscire dalla crisi, hanno investito in innovazione e qualità.

 

Il tema del progressivo passaggio della filiera nella cosiddetta Circular Economy è cruciale per la crescita. Le imprese italiane si dimostrano pioniere nel riuso e riciclo del legno e ora anche i concorrenti esteri cominciano a seguirci su questa strada.

Sta cambiando, aggiunge Fantoni, l’immagine dell’industria del legno, a lungo ritenuta responsabile del consumo di risorse naturali. Oggi è un settore capace di gestire l’intero ciclo di vita dei prodotti in legno e come tale viene percepito. Ora si dovranno promuovere misure di responsabilizzazione anche nell’immissione sul mercato con misure che prevedano quote da destinare allo Stato per la gestione, il recupero, lo smaltimento dei prodotti immessi, come già avviene per elettrodomestici, lampade o imballaggi.

 

 

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