Rimborsi Iva più veloci. Ci vorranno 30 giorni in meno

La semplificazione, che promette di accorciare di 30-40 giorni i tempi del rimborso portandoli entro il termine dei due mesi, dovrebbe arrivare con un emendamento alla manovra correttiva in discussione alla Camera;  si esamineranno anche le proposte bipartisan per rendere mensili le domande di rimborsi Iva, che oggi viaggiano a un ritmo trimestrale

venerdì 19 maggio 2017 alle 15:57

Il taglio dei tempi ai rimborsi di Iva e altre imposte a favore dei contribuenti che ne hanno diritto passerà da una semplificazione dell’attuale procedura con l’obiettivo di affidare i pagamenti direttamente all’agenzia delle Entrate.

La semplificazione, che promette di accorciare di 30-40 giorni i tempi del rimborso portandoli entro il termine dei due mesi, dovrebbe arrivare con un emendamento alla manovra correttiva in discussione alla Camera;  si esamineranno anche le proposte bipartisan per rendere mensili le domande di rimborsi Iva, che oggi viaggiano a un ritmo trimestrale.

 

L’Iva è il cuore del problema rimborsi, collegato a doppio filo con il meccanismo dello split payment. Questo meccanismo ha portato già nella sua prima versione a una riduzione da 3,5 miliardi del tax gap Iva, ma ha sottratto liquidità alle imprese fornitrici rendendo ancora più importante la tempistica dei rimborsi, come chiesto anche dalla Ue.

 

Oggi la pratica richiede in media un centinaio di giorni. A guardare i numeri, in realtà, il problema sembra meno diffuso del previsto, dal momento che su una platea di oltre 600.000 contribuenti interessati dallo split payment sono 4.600 le richieste di rimborso che l’amministrazione ha dovuto esaminare nella “corsia preferenziale” prevista per chi incappa nella scissione contabile. Per i singoli interessati, però, la questione resta cruciale.

 

Ad allungare il calendario non sono tanto i tempi tecnici necessari all’agenzia delle Entrate per controllare l’istanza di rimborso (e ai contribuenti per presentare la documentazione); questo passaggio, in genere, si conclude entro 60 giorni, ma oggi rappresenta solo la premessa indispensabile per l’erogazione effettiva.

Per questo secondo step la richiesta deve oggi passare attraverso Ragioneria generale e Banca d’Italia, in un giro che la impegna per altri 30-40 giorni in media. Proprio questo secondo capitolo appare ora destinato a cadere con l’entrata in campo dello split payment allargato.

 

L’obiettivo è ambizioso, e si gioca soprattutto sul terreno della fatturazione elettronica, che il governo punta a estendere agli scambi fra privati dopo l’obbligo introdotto nei rapporti commerciali con la Pubblica amministrazione.

 

Lo scambio tra digitalizzazione e semplificazione è la strada scelta per arrivare in fretta all’abbandono della carta, in una strategia che promette di accompagnare lo sviluppo dell’e-fattura con una forte riduzione degli adempimenti.

Ma non è solo la passione per l’innovazione ad alimentare la spinta verso la fattura elettronica, che per il Fisco rappresenta anche un forte strumento antievasione grazie ai flussi tracciabili che permettono di utilizzare ad ampio raggio l’incrocio delle banche dati alla caccia degli evasori. 

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