La Tav Torino-Lione ora diventa una grande occasione per le PMI

Al via importanti bandi per l'opera: 81 gare, 45 per opere e 36 per l’ingegneria, 5,5 miliardi di lavori contrattualizzati da qui al 2019 – su un totale di 8,6 – suddivisi in bandi di diverso valore: 19 le gare sotto soglia (importi inferiori ai 5 milioni), accanto alle 8 per lavori tra i 5 e i 50 milioni, alle 14 fino a 500 milioni e ai 4 maxi-cantieri fino a 1,3 miliardi

venerdì 9 giugno 2017 alle 10:44

Una opportunità e al contempo una sfida per le imprese edili piemontesi che nei prossimi mesi incroceranno i bandi per l’Alta Velocità Torino-Lione. Ottantuno gare, 45 per opere e 36 per l’ingegneria, 5,5 miliardi di lavori contrattualizzati da qui al 2019 – su un totale di 8,6 – suddivisi in bandi di diverso valore: 19 le gare sotto soglia (importi inferiori ai 5 milioni), accanto alle 8 per lavori tra i 5 e i 50 milioni, alle 14 fino a 500 milioni e ai 4 maxi-cantieri fino a 1,3 miliardi.
«Come stazione appaltante abbiamo scelto di organizzare i bandi e i futuri contratti – spiega Mario Virano, direttore generale di Telt – abbiamo scelto diverse pezzature di lavori proprio per andare incontro alle tipologie di imprese, a partire dalle più piccole, che potranno misurarsi con i bandi e non soltanto con la logica del subappalto».

 

Almeno metà delle imprese locali potranno giocare un ruolo nei cantieri nei prossimi 10-12 anni. «Se per i cantieri più impegnativi sarà centrale il ruolo che avranno i grandi gruppi delle costruzioni – spiega Chiara Borio, vicepresidente del Collegio costruttori di Torino– per le aziende locali è molto interessante il taglio “piccolo” dei lotti, dai 50 ai 100 milioni, almeno il 10% potrebbero correre, se guardiamo ai bandi sotto i 5 milioni si arriva al 30% delle imprese. Altro discorso invece merita il subappalto sui grandi lotti, che potrebbe coinvolgere fino alla metà delle imprese attive nel torinese».

Subappalto e cantieri minori, dunque, saranno gli ambiti naturali a cui le imprese locali guarderanno già nei prossimi mesi. Ma la volontà è di provare ad alzare il tiro e puntare, attraversi consorzi e collaborazioni, a concorrere anche per i lotti a maggiore valore, favorendo la nascita di aggregazioni e Ati.

«Abbiamo adottato un modello di segmentazione dei bandi – spiega ancora Virano – che ottimizza le ricadute sul territorio grazie alla gestione diretta delle 81 gare e dei contratti che ne deriveranno da parte della stazione appaltante. In un’ottica in base alla quale le aziende locali diventano competitive proprio per il fatto di essere radicate sul territorio e avere minori costi strutturali, ad esempio per trasferimenti e alloggio».

 

Un discorso che vale tanto per le imprese di costruzione che per gli impiantisti. «I lavori per l’Alta velocità – sottolinea Bruno Ulivi responsabile della sezioni impiantisti degli industriali di Torino – rappresentano un’occasione importante. Con l’Unione industriale stiamo lavorando per costruire collaborazioni con le imprese francesi, coinvolgendo direttamente gli impiantisti che hanno un ruolo crescente in questo genere di opere». Un calendario di incontri è attivo già a partire dalla prossima settimana, la stessa Ance ha in programma a giugno un incontro con l’omologa associazione francese. La macchina si è messa in moto all’indomani del roadshow all’Unione industriale di Torino, voluta dal presidente Dario Gallina, con oltre 200 imprese partecipanti.

Il 7 luglio prossimo l’Aniem, Associazione nazionale delle piccole e medie imprese edili manifatturiere, presenterà alle Pmi piemontesi l’accordo quadro, cui aderiscono già 50 aziende, sottoscritto con il proprio consorzio Coseam, uno strumento collaudato in altri territori da oltre vent’anni.

«L’obiettivo per i lavori della Torino-Lione – sottolinea il presidente di Aniem Piemonte Marco Razzetti – è di costituire una sorta di albo di aziende con un servizio dedicato di informazioni sui bandi che arriveranno nei prossimi mesi. Ad una prima azione di informazione seguiranno le azioni per per favorire le aggregazioni. Stiamo coinvolgendo, oltre alle aziende classiche del settore costruzioni, anche imprese attive nel settore dei componenti ferroviarie. Siamo convinti che questa opera possa contribuire a qualificare il tessuto delle imprese».

 

Intanto, Telt ha avviato i bandi per le attività di ingegneria, direzione lavori e assistenza tecnica, per un valore complessivo di 110 milioni, destinati a tre lotti in Francia e uno su lato Italia. «I bandi di gara per le attività relative alle opere definitive – aggiunge Virano – partiranno tra fine 2017 e primi sei mesi del 2018».

Entro l’anno poi, ricorda Paolo Foietta, commissario di Governo per la Torino-Lione, «Regione Telt e Osservatorio sigleranno il Patto per il territorio, sul modello di quanto realizzato in Maurienne e che vale circa 40 milioni di euro per investimenti che favoriscono le ricadute locali dalle grandi opere, come prevede la Démarche Grand Chantier francese».

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