ECCO IL PROGRAMMA DELL'ASSOCIAZIONE ROMA CAPITALE DI TUTTI

Vi presentiamo il programma dell'associazione Roma Capitale di Tutti nelle parole del suo presidente Sante Casini

giovedì 18 aprile 2013 alle 11:39

Roma non può essere Capitale d’Italia se non è capace di farsi Capitale europea, ritagliarsi un ruolo di rilievo nello scenario internazionale.

Nell’epoca della globalizzazione dei mercati e dei flussi economico-produttivi il territorio riguadagna uno spazio centrale nelle dinamiche sociali ed economiche e quindi nello sviluppo, prescindendo spesso dalla dimensione nazionale.

Roma ha praticato per decenni una politica di espansione delle periferie basata essenzialmente sull’industria dell’edilizia residenziale.

E’ diventata una città più difficile da vivere, da raggiungere, molto costosa e provinciale.

Ha perso identità e quindi la capacità di porsi come “motore di sviluppo”, una capacità che altre grandi città in Europa e nel mondo hanno invece perseguito e acquisito.

Perché Roma sia motore di sviluppo, anche per il Paese, deve crescere secondo due direttrici.

Per prima cosa dotarsi di grandi infrastrutture che le consentano di essere riferimento di area vasta, appunto Città Metropolitana, per i flussi di persone, merci, informazioni in entrata e in uscita dal territorio. Inoltre deve avere una caratterizzazione culturale e produttiva che la renda rara, se non unica, nel panorama globale.

E l’unicità di Roma, non c’è dubbio, è nell’essere depositaria delle principali fonti d'ispirazione della civiltà occidentale.

Roma più di ogni altra città al mondo, vanta un "continuum" di segni e testimonianze di una bimillenaria vicenda sociale, religiosa e politica: dall’impero “globale” al cristianesimo, dal Medioevo alle grandiose espressioni rinascimentali e barocche, alle successive esperienze architettoniche ed artistiche.

Un “continuum” oggi non più leggibile che deve essere per quanto possibile ripreso e ricostruito. In particolare si parla da tempo del Progetto Tevere, del Parco dell’Appia Antica, del Progetto Fori Imperiali, della riqualificazione delle Ville e dei Parchi urbani.

Ma anche l’Agro Romano, descritto da artisti e viaggiatori in epoche diverse è parte della storia della nostra civiltà e quindi pur aggredito dal processo di urbanizzazione deve essere quanto possibile recuperato.

 

Nel programma per Roma diventano quindi centrali tre punti in particolare

 

1 - Il primo è la revisione del Piano Regolatore generale adottato nel 2008 secondo criteri di sostenibilità sociale, ambientale, ed economica.

E secondo obiettivi strategici precisi, quindi secondo un Piano Strategico che consideri Roma in quanto Città Metropolitana e quindi che valorizzi potenzialità e risorse anche dei comuni che la costituiscono: anche i monasteri benedettini di Subiaco e le Ville di Tivoli, l’Aniene e le cave di Travertino, sono “pezzi” di quell’asse strategico scelto per Roma quale depositaria delle principali fonti d'ispirazione della civiltà occidentale.

 

2 - Al secondo punto c’è la spesa pubblica e le politiche finanziarie, di bilancio dell’Ente. La nuova legge per Roma Capitale le conferisce poteri speciali, in merito a urbanistica, infrastrutture, trasporti ed una certa autonomia finanziaria, comunque una deroga al patto di stabilità in relazione agli investimenti e alle cosiddette “spese di rappresentanza”.

Anche se cancella la legge del ’90 fonte inesauribile di finanziamenti pubblici. Una seria politica di bilancio va quindi centrata sul fare meglio risparmiando e su una ‘politica delle entrate’ fino ad oggi poco curata perché fatta essenzialmente di trasferimenti Statali.

 

3 - Terzo punto sono le politiche per il lavoro. Roma è la città dei ministeri e dei grandi apparati pubblici che necessariamente ridurranno la loro importanza e la loro dimensione producendo meno occupazione.

Politiche per il lavoro significa allora per Roma Città Metropolitana oltre a sviluppare il suo ‘asset strategico’ il suo principale motore di sviluppo nell’economia globale, individuare settori di eccellenza verso i quali indirizzare progettualità e risorse.

 

UNA  ROMA PER TUTTI: REVISIONE DEL PRG ADOTTATO NEL 2008 SECONDO GLI OBIETTIVI STRATEGICI E NELL'OTTICA DI ROMA CITTA' METROPOLITANA

 

Roma è città emblematica di un modello di sviluppo entrato irreversibilmente in crisi. Quello ispirato alla teoria della crescita economica illimitata, fondata sull’approvvigionamento senza limiti delle risorse energetiche e naturali, sulla ricerca costante della massima efficienza dei sistemi produttivi su una crescita determinata dalle sole dinamiche del mercato.

Un modello che ha influito pesantemente sugli equilibri ecologici del pianeta, con conseguenze negative sull’ambiente e sull’uomo.

Ha creato una crescita economica contraddittoria, poiché avvantaggia alcuni soggetti, essenzialmente gli attori economici principali, lasciando gli altri, ritenuti marginali, in una posizione di fragilità, con scarse o nulle capacità di difendersi dagli effetti negativi, che ogni ciclo o modello economico produce.

Roma è cresciuta sulla spinta spontanea dell’edilizia residenziale, consumando il territorio, sacrificando all’industria delle costruzioni risorse territoriali pregiate, per fare spazio non alla città, ma ad ampie periferie e suburbi.

Grandi diseguaglianze nella fruizione dei servizi e in molti casi inaccessibile, perché raggiungibile solo in auto. Quindi una città costosa dal punto di vista energetico, delle infrastrutture. Insostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico.

Roma è un comune molto vasto, la più estesa unità amministrativa tra le capitali europee: la città consolidata, quella per intenderci interna al Grande Raccordo, copre una superficie di 577 kmq e conta 2.115.070 residenti (2010).

Oltre il GRA, suburbi e borgate si sono saldate ai centri urbani dei comuni vicini, creando una conurbazione vastissima di 2.973 kmq e 2.143.400 abitanti. Parigi, in un’area poco più grande (3.909 kmq) "ammassa" 11.033.900 di residenti.

Il Piano Regolatore adottato nel 2008 non modifica questo modello di sviluppo “disperso”.

Anzi lo conferma con una serie di “astuzie attuative” come l’accordo di programma, l’acquisizione-compensazione e cioè laddove per una serie di ragioni non si può costruire, si da diritto al costruttore di spostare altrove le cubature.

Si calcola che, se nulla verrà modificato, effetto certo di questo PRG sarà che il 60% della popolazione vivrà fuori della città consolidata, imponendo ai cicli pendolari distanze e costi sproporzionati.

Insomma potremmo ritrovarci in una Città Metropolitana dove basta l’aumento del prezzo della benzina per mandare in crisi il sistema produttivo.

Il PRG va quindi rivisto in termini di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Centralità urbane, recupero urbano delle periferie, un piano per l’energia su indicazione della vasta normativa europea, valorizzazione delle aree dimesse, il secondo Polo turistico con la riqualificazione del lungo mare di Ostia.

Ma anche in termini di scelte strategiche per affermare la vocazione di Roma come città globale, la Caput Mundi in chiave moderna. Perché è la “città eterna” in un mondo che si fa incerto e rende precaria la stessa dignità umana, perché è il centro del cattolicesimo, è al centro del Mediterraneo snodo fra nord e sud, fra oriente ed occidente.

 

IL LAVORO

 

La crisi del settore delle costruzioni, l’industria prevalente della Capitale, ha colpito pesantemente l’economia romana. Seppure il turismo ha tenuto come numero di presenze tuttavia molte attività commerciali, anche quelle di ristorazione sono entrate in crisi ed hanno chiuso.

Politiche per il lavoro significa quindi ricercare possibili motori di sviluppo sui quali indirizzare progetti e risorse quindi il turismo, il patrimonio e i beni culturali, l’alta concentrazione di strutture e di risorse, materiali e umane, nel campo della ricerca sanitaria e biomedicale.

Tra i settori della medicina e della ricerca medica, quello biologico e molecolare è in fase di forte espansione scientifica ed è contraddistinto da rapidi progressi che si riflettono sul mondo dell’imprenditoria e sui pazienti.

Molte Piccole e Medie imprese che lavorano in questo settore oltre ai numerosi istituti di ricerca e strutture sanitarie eccellenti nella pediatria e in campo cardiovascolare. Il settore aerospaziale da sempre considerato strategico nel nostro Paese.

Politiche per il lavoro significa anche una gestione delle aziende dei servizi pubblici centrata sulla logica di impresa e di efficienza piuttosto che sulla logica clientelare e di acquisizione del consenso politico-elettorale.

A cominciare dai rifiuti oggi trattati essenzialmente in discarica possono al contrario, in un ciclo completo, costituire un’industria ad alto valore tecnologico.

C’è infine il terzo settore (Onlus e cooperative sociali) che si va affermando a Roma e nel Lazio in maniera eccellente in particolare nella gestione di servizi sanitari e alla persona, nei servizi sociali ed anche in molti casi nella formazione. Un settore che già oggi occupa migliaia di persone e può costituire una fonte di risparmio per le finanze pubbliche.

 

IL BILANCIO

 

Prima di tutto sulla drastica riduzione degli sprechi e quindi ristrutturazione delle 17 aziende municipalizzate e partecipate e riorganizzazione della macchina amministrativa attraverso la semplificazione e informatizzazione delle procedure.

La nuova legge sulla trasparenza se ben applicata, oltre a limitare la corruzione può essere di incentivo al risparmio. Il bilancio di previsione 2012 approvato a novembre 2012.

Tuttavia agire sui tagli ammonta a circa 10 miliardi di euro, di cui 5 miliardi e 242 milioni per la parte corrente e 5 miliardi per il piano investimenti da finanziare in parte con risorse private.

A quanto ammonta il debito ad oggi non è chiaro.

Ma certamente agire sulla spesa senza una politica delle entrate che non riguardi soltanto le tasse non basterà a risanare il bilancio di Roma Capitale se dopo avere innalzato le aliquote Imu al 5 per mille sulla prima casa e al 10,9 sulle seconde, ad aprile 2013 prevede di tagliare 214 milioni di euro a fronte di maggiori entrate previste di 65 milioni.

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